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5000 km in
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Davide: Gran bel giro. Bello lungo e ricco di emozioni. Forse dal punto di vista paesaggistico non è il massimo, ma questa Mauritania rimane nel sangue. Complice l’essere solo in due moto (senza auto di appoggio), complici queste distanze infinite senz’anima viva, ma questa è stata un’avventura vera, un Viaggio che ricorderò per sempre: la spiaggia, l’interminabile asfalto con gli animali morti ai lati della carreggiata, il deserto, le oasi... Neanche il ‘volo’ dell’ultimo giorno riesce a togliermi il ricordo di una esperienza bellissima , di qualcosa di magico, di qualcosa che riempie il cuore e alimenta una sete insaziabile.
E in questo lungo racconto dovremmo trovare lo spazio per ringraziare tutti quelli che ci hanno supportato e sopportato: prima della partenza e dopo il ritorno. Ma verrebbero fuori altre quaranta pagine, e temo che non troverei le parole giuste per esprimere il senso di riconoscenza che ho per tutti. E allora un semplice ‘GRAZIE’, consapevole che anche questo viaggio è stato reso possibile da chi non è partito...
Qualcuno mi dice che è ora di smettere, che è ora di crescere e di diventare responsabili. Ma io alzo gli occhi al cielo e osservo gli uccelli migratori: in splendide formazioni a triangolo volano verso sud per poi tornare a nord, seguendo le rotte che un istinto primordiale gli ha scritto nel DNA. E provo un grande senso di ammirazione, di rispetto e di invidia, e inizio a pensare al prossimo viaggio...
Nicola: Quando parlo a
qualcuno di questo viaggio il commento più frequente è "bel viaggio..
certo però, chi ve lo ha fatto fare... fatica, mancanza di comfort
elementari (una doccia calda, vestiti puliti, pranzo e cena decenti...)... poi
la tensione di viaggiare in autonomia, doversi sempre arrangiare, senza guida..."
Se ci ripenso, con un po' di stupore mi rendo conto che in quelle settimane
nessuna di queste cose mi è pesata minimamente...
Forse questa è una delle scoperte più affascinanti di viaggiare in Africa: ti fa
capire di quante comodità, ma soprattutto di quante sicurezze e certezze puoi
fare a meno, tranquillamente e con semplicità... ti insegna ad affrontare, per
quanto sotto tensione, situazioni difficili con una serenità e quindi una forza
di cui non pensavi di essere capace... è un'esperienza illuminante.
È vero anche che una volta arrivati lì basta guardarsi intorno per
ridimensionare le difficoltà del proprio viaggio: ci si accorge presto che
situazioni e condizioni impensabili per i nostri standard sono la semplice,
quotidiana normalità per la gente del posto. E anche la natura fa la sua parte:
paesaggi duri, di una bellezza selvaggia ed ostile, spesso cupa, violenta... ti
fa sentire piccolo piccolo, e futili tutte le tue esigenze...
Se ho qualche rimorso è invece di essermi fin troppo risparmiato, spesso facendo troppo affidamento sull'abilità di un compagno eccezionale... E di non avere avuto più tempo per gustare più a fondo tutti i posti in cui siamo stati, o per vedere Ouadane, El Berbara, o i coccodrilli rimasti confinati nel guelta di Matmata, nel bel mezzo del Sahara...
Concludo con un grazie di cuore a tutti quelli che mi hanno aiutato, e soprattutto sopportato, prima e durante, e sono rimasti a casa... questo viaggio e questo racconto li dedico a voi.
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