Tunisia: ce la siamo spazzolata per bene
autori: Valerio | Davide | Luigi

...Un fiore ogni tre vite ed un fiore che, poi,sarà robusto ed alto,sì, ma profumato mai....

Due settimane vissute intensamente.

I pensieri si accavallano , faccio una fatica enorme a ricordare tutto quello che ci è successo ma so che avrò tutto il tempo per farlo perché il mio pensiero nelle prossime settimane sarà ancora proiettato verso quel piccolo stato africano che si chiama Tunisia.... e mi sa non solo a quello.

Eravamo in tre ovviamente con tre Africa Twin cariche di tutto il necessario per affrontare un viaggio pianificato da casa dopo aver letto , aver sentito pareri , aver spulciato centinaia di pagine web. L’idea era quella di arrivare fino all’estremo sud della Tunisia il più velocemente possibile per poi risalire con calma lungo il confine algerino , puntando verso Douz. L’incognita risiedeva proprio nell’ultimo tratto , considerato da molti una via particolarmente difficile , soprattutto se fatta solo con moto e senza l’appoggio di mezzi con quattro ruote.

28 dicembre

Sbarchiamo a Tunisi : Davide e Luigi battono ogni record .... soli sette minuti per sdoganare e uscire dal porto. Il solito sfigato che scrive ci impiega 2 ore e mezza , causa scelta fila errata con relativo piantaggio del pc africano che ovviamente lavora sotto windows....che cosa strana se ci pensate...Il mio ritardo non ci impedisce di partire subito , diretti verso Tataouine , giusto per gradire quei 600 km che ci tengono svegli fino alle 2 di notte....

29 dicembre

La mattina ritiriamo i permessi di transito che ci permetteranno di proseguire verso sud. Già , il sud della tunisia è sottoposto a controllo militare , che alla fine vuol dire che durante il tuo pellegrinaggio devi passare attraverso delle postazioni di controllo dove il militare di turno annota il tuo passaggio.... tutto qui.
Le piste scorrono veloci , da qui in avanti metteremo solo la nuda terra sotto i nostri tasselli. Viaggiamo tutto il giorno , costeggiano il confine con la Libia …. La Libia … e pensare che tre giorni prima sarei potuto essere a Pinerolo a mangiare il risotto con il capriolo. Ora invece sono in Africa , tocco la Libia con un dito e mi nutro di pane bagnato….già , sta piovendo , una pioggerellina leggera che ci inzuppa fino alle ossa. Arriviamo all’ennesimo posto di controllo con il buio : i militari come sempre ci attorniano , si ride e si scherza e alla fine ci offrono un tetto e un pasto caldo

30 dicembre

riprendiamo la nostra vorticosa discesa. Arriviamo a Bordj El Kadra nel pomeriggio. La pista ormai costeggia il deserto… sua maestà il Sahara : il mio occhio è rivolto costantemente a lui e ora mentre scrivo mi sale un brivido lungo la schiena. Domani saremo là in mezzo e chissà come andrà!
Passiamo la notte nell’unico pseudo-bar vicino alla postazione militare. Piano piano arrivano anche altri avventurieri : tedeschi , italiani …. Trascorriamo una piacevolissima serata in compagnia di tutti parlando del tratto che dovremo affrontare l’indomani.

31 dicembre

Per me è il giorno della verità…. Sabbia. Abbiamo la fortuna di godere della pioggia dei giorni passati. La sabbia compatta ci permette di giocare , di smanettare a piacimento , di arrampicarsi ovunque : i limiti non esistono. Io e Luigi seguiamo Davide come due cagnolini. Quattro viaggi in Africa hanno il loro peso : non ne sbaglia una , gestisce tutto al meglio , è un piacere guardarlo , è una sicurezza seguirlo “ vai franco…non ti molliamo…”. Ci scassiamo questi 200 km che ci separano da El Borma in un lampo , facciamo le giuste pause per mangiare , per vedere il cassico camion abbandonato e la ancor più classica vasca quadrata. Siamo in anticipo sulla tabella di marcia, tutto quello che abbiamo fatto oggi era stato programmato in due giorni. Decidiamo di superare El Borma e puntare ancora a nord ma la notte ci coglie alle spalle…..

Non ci credevo molto nelle possibilità di questa stupenda moto invece è stato fantastico salire su una duna alta quasi 200 mt.naturalmente grazie alla pioggia dei giorni prima,li abbiamo fatto pranzo con un panorama molto speciale. Ho molto da imparare soprattutto sulla sabbia!!! ( ndr. Considerazione di Luigi )

1 gennaio

I raggi del sole illuminavano una situazione che avevo visto l’anno prima. Le celeberrime “dunettas merdosas” tunisine che mal si sposano con le nostre motone , che sono mal digerite da chi ha poca esperienza , che ti sfiancano e ti demoralizzano solo a guardarle. Accendo la moto e parto , non sapendo che quello che stavo attraversando non era nulla. Direzione nord , sempre lungo il confine algerino e la situazione peggiorava sempre di più. Penso , per quel poco che ho visto , di aver attraversato l’inferno e il paradiso nello stesso istante. Paradiso perché è tutto così irreale e tutto paurosamente bello : qui la forza della natura ha veramente dato il meglio e tu sei lì in mezzo e hai lo stesso valore di un granello di sabbia. Inferno perché in un giorno abbiamo fatto 20 km , almeno 200 cadute spronati da un pazzo con gli occhi spiritati e una cresta di gallo sulla testa….volevamo uscirne , non potevamo tornare indietro dovevamo proseguire cercando tutti i passaggi possibili per superare cordoni di dune , per i miei gusti , un po’ troppo hard. E qui incontriamo una carovana di 4x4 svizzeri che ci vedono , ci chiedono il numero del satellitare e ci dicono che ci avrebbero chiamati la sera per sapere come stava andando….
Prima di sera buco….valvola strappata e ci accampiamo per la notte. Una minestra mangiata di fretta , riparazione della camera e poi a nanna. Scopriamo di essere a 1,5 km dal campo svizzero e ci imponiamo una partenza all’alba per raggiungere gli amici “orologiai”…..

2 gennaio

L’anno iniziato , per così dire , in malo modo continua a proseguire non proprio al meglio ( e se avessi saputo cosa sarebbe successo nei giorni a seguire mi sa che avrei fermato le lancette dell’orologio…) : partiamo verso le 6.30 e copriamo il fatidico chilometro e mezzo in tre ore ( che record!!!! ). La stanchezza dei giorni passati inizia a pesare sulle spalle : ogni metro è buono per insabbiarsi , ogni metro è buono per coricare la balena con le gambe all’aria ( in questo io sono un vero specialista! ) ….
E il gallo che cantava

“ Adesso mi spieghi come cazzo facciamo a tirarla fuori di qui , adesso me lo spieghi perché io non so proprio come fare “

“Devi accelerare , devi usare sto cazzo di limitatore , lo sai che a sta merda di moto il limitatore l’hanno messo apposta?”

Ad un certo punto dopo la caduta n. 200 il gallo continuava ad imprecare ed io e Vale ci sentivamo grandi come dei microbi sotto i vetrini al microscopio. ( ndr. Considerazione di Luigi )
Che situazione….fortunatamente si prosegue , piano piano ma si prosegue e si arriva a sera. Facciamo campo fuori dal “merdone” insieme agli svizzeri : avevano capito cosa avevamo passato e ci coccolano con una cena succulenta , birre e alcool di ogni tipo…. E finalmente i nervi si distendono

L'unica foto che abbiamo di questa giornata è quella del tramonto. Giuro che l'ultimo dei nostri pensieri era quello di tirare fuori la macchina fotografica.

3 gennaio

Direzione ksar ghilane. Abbiamo tutti bisogno di riposo e decidiamo che la famosa oasi potrebbe essere il luogo adatto. Arriviamo nel pomeriggio , piantiamo le tende e passiamo la serata intorno al fuoco con un gruppo di ragazzi italiani

4 gennaio

Giornata di puro relax e divertimento. Oggi solo piste verso Chenini e Matmata : piste favolose di quelle dove il gas lo usi proprio tutto , le sospensioni pure …. Un misto tra le nostre alpi , la sardegna , il marocco….
La giornata si conclude con un bel rientro via pipe line in notturna , dopo 350 km. Ci aspettano per la cena il buon Albertone , Ranto Furio lo zio e ragazze….e che cena!!!! Ci voleva proprio. Dulcis in fundo ritroviamo gli amici Svizzeri…. E come al solito finisce a schifiu intorno al fuoco…cavolo se bevono!

Veramente un'altra giornata intensa, paesaggi di altura molto belli , civiltà a cui non siamo abituati e mi chiedevo? Ma come è possibile che il Gallo con estrema semplicità quasi con una mano nei giorni scorsi viaggiava sulla sabbia ed io e Vale sempre perterraaaaa.( ndr. Considerazione di Luigi )

La vacanza sta per volgere al termine....ora , per te che stai leggendo, ti viene imposta una scelta. Un doppio finale...sarai tu a scegliere quello che più ti aggrada. Quindi sentiti libero.... come è giusto che sia...

FINALE 1 | FINALE 2

Da qui invece puoi passare alle nostre CONSIDERAZIONI PERSONALI oppure ad una SCHEDA TECNICA che penso ti possa essere di aiuto se avrai intenzione di intraprendere un' avventura simile

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