HIC SUNT LEONES OVVERO: VIAGGIO AI CONFINI DELL'IMPERO ROMANO
Da bambini si aspetta con ansia il Natale: vacanze, regali e giostre! Crescendo le cose... NON cambiano! Il modo migliore per iniziare un nuovo anno puo' essere infatti quello (avendo un po' di vacanze e volendo farsi un regalo...) di andare a divertirsi un po' al Luna Park. Le ‘montagne russe’ possono ancora far venire i brividi, specie se affrontate in sella ad un'Africa Twin! E allora... Pronti Via! Direzione Libia, dove sulla sabbia non si gioca con secchiello e paletta ma con la moto... e meglio se con due cilindri.
Libia dicevamo: paesaggi mozzafiato, gente cordiale, benzina a 100 lire al litro e tanta, tanta sabbia dove dare sfogo alla voglia d'Africa. Sempre Libia: dove qualcuno 11.000 anni fa si e’ preso la briga di dipingere (e graffiare) distese erbose sulle pareti di grotte che oggi guardano il deserto, o fin dove si sono spinti gli antichi Romani, che sulle mappe imperiali scrivevano “Hic Sunt Leones", o ancora terra di battaglie nella Seconda Guerra Mondiale per ottenere “Un posto al sole...". Dei primi (gli uomini preistorici) sono rimasti i magnifici graffiti dell’Akakus, dei secondi (i Romani) città, edifici e templi monumentali su tutta la zona più mediterranea, mentre tutto quello che rimane delle italiche conquiste (sotto il fascismo) e’ che la parola “spinterogeno" si traduce in libico con “spinterogeno"...
Non resta che partire: il programma prevede trasferimento con carrello fino a Gadames, poi pista e dune in direzione di Ghat, ovviamente un bel giro nell’Akakus, quindi una capatina ai laghi nel deserto Awbari, un fuori-pista in mezzo alle dune fino a Idri, ritorno a Gadames via pista, e rientro a Tunisi su asfalto. Inshallah, naturalmente, se Dio vorrà.
Le difficoltà iniziano a Milano: per risparmiare soldi e gomme si decide di caricare su un carrello (di quelli piccolini) l’Africona, il TT R e XR 650... Le comiche! Comunque con l’Africa in mezzo e le altre due aperte a ventaglio si arriva a Genova, dove, come sempre, un tripudio di mezzi affascinanti aspetta di imbarcarsi per la Tunisia. I camion e le auto (specie dei tedeschi) in attesa sulla banchina meriterebbero da soli la gita a Genova: neanche su Internet trovereste immagini di cotanta pazzia! Camion che sono dei residuati bellici (realmente...), o Camion che da soli costeranno come una villa di tredici stanze a Porto Cervo; fuoristrada sotto cui puoi passare senza chinarti, preparazioni da “Mille e una Notte", e... e pure due vecchi TT agili e snelli con... con 67 litri di benzina nascosti chissà dove!
Ci imbarchiamo tutti con quattro o cinque ore di ritardo, si viaggia ascoltando racconti affascinanti di avventure passate e progetti di viaggi che hanno dell’incredibile, e si sbrigano le formalità di frontiera tunisine in “sole" tre ore... C’est l’Afrique! Ovviamente non c’e’ più tempo per fermarsi a Tunisi, e allora si decide di fare tutta una tirata fino al confine con la Libia (un po' meno di 600 Km), dove ci aspettano le Guide con i documenti per entrare. A una manciata di chilometri dal confine il carrello decide che il peso e’ troppo, e si rompe in due... unica fortuna: nessun danno per le moto. L’imprevisto turba più gli amici col monocilindrico che me: l’Africa Twin e le Michelin Desert ben digeriranno gli oltre 2000 Km di asfalto percorso.
L’arrivo alla frontiera libica corrisponde con il primo imprevisto: i documenti non sono stati preparati per tutti i mezzi, e inizia quindi la trafila per avere le targhe: ci vorranno sei ore, documenti a bizzeffe, un po' di fortuna e tanta pazienza per ottenere una placca di latta (in prestito) dalle dimensioni mostruose ed al costo di 100 Euro. (Rompicapo: provate Voi a pagare 12 Euro esatti (non sono valide le mance e soldi locali) per l’assicurazione senza usare assolutamente moneta...!).
Se non altro le guide sembrano simpatiche, ma non si capisce perche’ ce ne siano quattro.... (uno guida, il secondo e’ la guida, l’altro traduce, e l’ultimo e’ la guardia armata: da noi ci sarebbe una guardia armata che sa le lingue e ha la patente...).
Trasferimento su asfalto fino a Nalut e poi ancora fino a Gadames; il pieno di 40 litri per la moto a due Euro fa dimenticare il freddo pungente e il vento a 100 Km all’ora. Girando la sera per Nalut e Gadames si possono apprezzare lo stile di vita, gli usi ed i costumi di un mondo distante da Noi almeno cinquant’anni.
Finalmente dopo quattro giorni si mettono le ruote sulla pista che va da Gadames a Al Awaynat.
Il Sahara (in arabo vuol dire “il vuoto") si estende per circa 9 milioni di Km quadrati: di questi solo il 15-20 per cento sono “Erg" (deserto di sabbia), e questo spiega i lunghi tratti percorsi su distese dal fondo roccioso.
Ci si ferma sovente ad aspettare le auto al seguito, ma l’occasione e’ buona per fermarsi a fotografare i meloni del deserto (frutti della coloquintide non commestibili) o le prime dune che si vedono in lontananza. La pista si snoda su un fondo di rocce, pietre e sabbia compatta che invoglia a “dare gas", ma lo scotto di velocità che si aggirano sui 140 all’ora (velocità rilevata da GPS con il gas tutto aperto...) possono essere una buca, un crepaccio o una pietra nascosti che rischiano di rovinare in modo irreparabile la moto ed il viaggio...
Sentirsi un po' Edi Orioli o Meoni e’ divertente (e che goduria...), ma per fortuna in viaggi come questo non manca il tempo di fotografare le strane conformazioni di terra e sabbia che si incontrano.
Le dune ad Ovest del deserto dell’Ubari ( o Idhan Awbari) rappresentano il primo assaggio di sabbia insidiosa, dove il peso di due cilindri non aiuta nei passaggi guidati, ma sicuramente con un po' di malizia (leggi “velocità di galleggiamento adeguata"), si supera ogni ostacolo.
Dopo la sabbia molle delle dune, ecco la sabbia compatta di piste suggestive, dove con un po' di fantasia si puo' piazzare la moto su un enorme panettone (forse allucinazioni dovute dalla dieta a base di scatolette di mais e simmenthal?);
poi ancora piste piatte dal fondo pietroso, dove si puo' dare dimostrazione scientifica (e pratica) che... una moto più pesa e più salta!
Ancora paesaggi suggestivi di rocce che ricordano i cartoni animati di Willy il Coyote (un posto come questo meriterebbe un servizio fotografico a parte...),
ma la cosa più divertente e’ sempre misurarsi con le dune di sabbia molle, dove il solo peso della moto fa sprofondare la ruota davanti fino al mozzo...
Dopo 600 Km di pista fatti in poco più di due giorni si arriva ad Al Awaynat, centro abitato da dove si prende l’asfalto per Ghat. I cento Km di asfalto fanno pregustare lo spettacolo dell’Akakus: montagne di roccia contrapposte o fuse con sabbia del deserto. Gli ultimi venti Km di asfalto sono in condizioni disastrose, tant’e’ che si preferisce viaggiare sulla pista a lato della strada...
Ghat e’ “...un affascinante insediamento tuareg con circa 16.000 abitanti, nonche’ un crocevia di genti tra le più disparate che arrivano dall’Africa sub-sahariana." La sosta da il tempo di visitare il suq (negozzietti nel centro storico) o di fare manutenzione alla moto... conoscendo l’Africa Twin si capirà come il 100% del mio tempo sia stato dedicato alle compere...
Da Ghat si parte per il giro dell’Akakus, a cui nessuna foto puo' rendere giustizia: un tripudio di sabbia d'oro o rossa che si lega e soffoca montagne di rocce nera, plasmate dal vento. Descrivere questi scenari sarebbe riduttivo, come inenarrabili sono le sensazione che si provano nel trascorrere due giorni immersi in paesaggi maestosi, che forse solo in moto (o a piedi se si hanno a disposizione dieci giorni...) si possono apprezzare.
Immancabile il campo all’arco naturale di roccia che e’ il simbolo di tutto l’Akakus.
La guida richiede un po' di tecnica e destrezza nell’affrontare le sabbie più molli, ma rimanendo sulle piste tracciate si gusta appieno la sensazione di libertà che questi luoghi trasmettono: volendo giocare non mancano tuttavia gli spunti per dare dimostrazione delle doti di arrampicatore del motore bicilindrico.
Ancora qualche scorcio suggestivo e poi si percorre la pista che costeggia il Murzuq, deserto di dune maestose ma molto impegnative (una traversata del Murzuq in 15 giorni e’ descritta sulla rivista “Sahara n° 2"). Clicca per ingrandirla Clicca per ingrandirla
Lasciata la zona dell’Akakus ci si dirige verso Germa, con meta i Laghi di Ubari: specchi d'acqua limpida sprofondati in un mare di sabbia. Qui la guida si fa più impegnativa, ma qualsiasi fatica e’ ripagata dalla bellezza di questi laghi: vedere due elementi (l’acqua e la sabbia) a cosi’ stretto contatto, non fa che rimarcare le sensazioni di grandiosità’ della Natura. Ovviamente i laghi sono meta turistica, per cui la sensazione di solitudine viene un po' meno: qui e’ possibile trovare un bar nel mezzo del deserto...
Con molto più rispetto va affrontato il tragitto in fuori pista dai laghi a Idri: 2 giorni per fare 120 Km (meno di 80 in linea d'aria), con sabbie insidiose, dove tirar fuori tutta la voglia di portarsi appresso due cilindri anziche’ uno!
Insabbiarsi fa parte del gioco, e prendendola con lo spirito corretto ci si convince che e’ la parte di viaggio che ha dato le maggiori soddisfazioni di guida: non avere tracce da seguire, sapere che ogni sbaglio o insicurezza si paga con (tanto) sudore della fronte, dover risparmiare le proprie energie, imparare a conoscere la consistenza della sabbia dal colore, ... E’ paradossalmente bello sentire la moto sprofondare fino al paramotore e “dare gas", e superare dune oltre la cui cresta e’ impossibile vedere e dare gas per arrivare oltre la sommità, con l’obiettivo di affrontare discese al limite del verticale.
Chiudere il gas quando la ruota davanti ha superato l’ostacolo (e non quando anche quella dietro ha “scollinato"), puo' voler dire passare un quarto d'ora di supplizi... All’inizio vi posso garantire che a 50 cm dalla cresta alla mano arriva l’imput di “chiudere", poi la stanchezza, l’incoscienza e la pratica danno lo stimolo per non mollare e... e quella scarica di adrenalina si trasforma in puro godimento...
In tratti come questo (lontano dai luoghi di passaggio) si puo' assaporare il piacere di essere “soli" con il Deserto, capendo perche’ “...il Sahara puo' essere molto più di un'esotica avventura. Il Sahara e’ il padre e il simbolo di tutti i deserti. Nella sua purezza, nella sua immensità e nella sua apparente immutabilità e’ anche il simbolo dell’infinito e dell’eterno. Per questo il filosofo ebreo Filone di Alessandria scrisse che la sapienza e’ amica del deserto. Per questo i tuareg ancora oggi insegnano che il deserto fu dato da Dio agli uomini affinche’ vi trovassero la loro anima..."
Dopo il "pranzo di capodanno" in un “ristorante" a Idri (chi fa da se’ fa per tre...) si parte per l’ultimo tratto in fuoristrada: 480 Km in direzione Darj (vicino a Gadames).
All’inizio pista veloce, poi sabbia dove provare le brezza dei 150 all’ora, e infine 200 km di piatto assoluto, con fondo pietroso, dove l’unica salvezza dalla paranoia e’ andare a tutto gas (130 all’ora con la ruota dietro che sgomma perennemente...) e vedere il Desert posteriore che si lacera e consuma a vista d'occhio!
Qui aspettare il gruppo puo' voler dire addormentarsi (letteralmente) appoggiati alla moto, o fotografare le balise più suggestive. 200 Km fatti di niente, dove non si capisce come sopravvivano i dromedari (e il loro pastore...).
L’arrivo a Darj coincide con la fine dei giochi in fuoristrada: non rimane che tornare verso Tunisi (un po' più di mille Km in 48 ore) e godersi gli ultimi scorci d'Africa, alla ricerca non solo della gioia dei sensi e del piacere dell’avventura ma anche e soprattutto dell’arricchimento interiore.
Tornando a casa si medita sul viaggio come “...balsamo per l’anima, nutrimento per la fantasia, stimolo alla conoscenza profonda di altri mondi. Il viaggio non per fuggire da noi stessi, ma per ritrovare noi stessi e la Nostra realtà in una nuova dimensione, più matura e consapevole."
Un saluto a tutti i Viaggiatori e ai compagni di questa avventura.
IL VIAGGIO IN PILLOLE
17 giorni, quasi 4.000 Km in moto, + 600 con carrello. Circa 250 litri di benzina per fare circa 1600 Km in fuoristrada e 2180 su asfalto.
- Giorno 1: Da casa a Genova + Imbarco (portatevi panini che sulla nave vi spennano...)
- Giorno 2: Da Tunisi (arrivo in serata) a ... l’obbiettivo era Medenine ma ci siamo fermati per la strada alle due di notte a dormire qualche ora. Comunque il confine libico e’ a circa 600 Km da Tunisi (Ras Ajdir)
- Giorno 3: Sveglia alle 5, colazione a Medenine. A Ben Guerdane si rompe il carrello (33 Km dal confine). Si sale in moto. Verso le 10 arrivo in frontiera. Circa 1 ora per uscire dalla Tunisia e sei ore per entrare il Libia. Arrivo in serata a Nalut. Complessivamente 290 Km di asfalto.
- Giorno 4: Da Nalut a Gadames su asfalto: 320 Km
- Giorno 5: Da Gadames si prende la pista in direzione Al Awaynat. In un giorno 205 Km percorsi su pista (tutti con fondo duro). Pranzo al sacco dopo 110 Km. Dopo altri 52 Km carcassa di camion della 2a Guerra Mondiale. Campo a N28.71157 E10.54721.
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Giorno 6: In totale 170 Km di pista sempre direzione Sud. Dopo 105 Km inizia la sabbia molle; altri 25 Km e siamo fermi per il pranzo, ancora 42 Km di sabbia e si fa campo a N27.45037 E10.70976.
- Giorno 7: Totale 145 Km di pista fondo duro. Pranzo a 110 Km nel magnifico pozzo di Harara (N26.70199 E10.31223). Per problemi all’Africa Twin ci fermiamo dopo poco più di 30 Km per pulire i carburatori. Campo a N26.47149 E10.16795
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Giorno 8: Fotografata la temperatura al mattino di -3.8 gradi. 90 Km di pista fino a Al Awaynat 125 di asfalto fino a Ghat. Totale Km 216.
- Giorno 9: Da Ghat parte il giro per l’Akakus. Primo giorno 110 Km (tutta sabbia molle). Campo all’Arco a N24.68072 E1062816. Spettacolo!
- Giorno 10: 185 Km di pista per tornare ad Al Awaynat. All’inizio sabbia, poi duro con parecchia polvere. In mattinata visita a 5 o 6 siti con graffiti preistorici. Ancora 15 Km di asfalto e campo a N25.81898 E10.62238 (poco prima c'e' un campeggio... sarebbe stato molto meglio!).
- Giorno 11: 295 Km di asfalto per arrivare nei pressi di Germa. Si gioca un po' sulle dune e si parte nel tardo pomeriggio per i laghi. Sabbia molto molle. Primo lago con villaggio abbandonato a 20 Km (N26.69504 E.1331311), secondo (e campo) dopo altri 5 (N26.71654 E13.34420).
- Giorno 12: Km complessivi 90, di cui gli ultimi 52 molto difficili (sabbia molle). Dal campo il terzo lago a 31 Km (N26.77111 E1347182), il quarto (secco) ad altri 4 Km (E26.78741 E13.50891), ed il quinto (il più grande, con tanto di bar) ad altri 7 (N26.80384 E13.53605). Pranzo nei pressi e campo a 24 Km in linea d'aria... (N26.97012 E13.68877).
- Giorno 13: Usciti dalle sabbie più isidiose si viaggia in direzione di Idri. 83 Km di pista, 76 di asfalto per mangiare con le gambe sotto ad un tavolo (N27.44818 E13.05527). Da Idri pista in direzione Darj. Per oggi altri 77 Km. Campo in un posto con tanta legna per il fuoco (N27.79458 E12.60011)
- Giorno 14: 410 Km di pista per ar arrivare a Darj. Tante rocce, un po' di sabbia, un pozzo a N28.29808 E12.62695. Pranzo in mezzo al nulla assoluto dopo un parziale di 200 Km. Arrivo a Darj nel tardo pomeriggio (N30.16571 E10.45074). Trasferimento su asfalto per 240 Km per arrivare di notte a Nalut (N31.86584 E10.98546). Si fa una doccia e si dorme in un letto dopo 6 giorni. Totale Km della giornata: 650
- Giorno 15: Da Nalut al confine sono 250 Km. Incredibile il tempo che si perde per uscire dalla Libia. Altri 110 Km per arrivare di notte ad un albergo supereconomico a Medenine (N33.34719 E10.48854)
- Giorno 16: 460 Km di asfalto: dall’albergo(?) di Medenine fino all’imbarco a Tunisi. Pranzo ad un parziale di 290 Km (a Kairouan) con visita alla città di quasi tre ore. Imbarco verso le 17.
- Giorno 17: Arrivo a Genova nel tardo pomeriggio. Se non altro non si perde tempo alla frontiera italiana.
Informazioni varie sul viaggio
PREPARAZIONE MOTO
Motore, carburazione, filtro aria, rapporti, catena - corona - pignone, cerchioni, carene; impianto elettrico, strumentazione: tutto originale.
Silenziatore Leo Vinci; Gomme Desert + camere rinforzate; Forcelle Magnum 50; Mono WP; Paramotore artigianale; Barre laterali di protezione; GPS + staffa artigianale; Road Book manuale; Sella con vano porta attrezzi; serbatoi supplementari 15 litri + vaso espansione Valelola; Parafaro Valelola.
RICAMBI AL SEGUITO
Olio motore; Camere; Tip Top; 1 raggio per tipo (tot 5); Pompa benzina; Cuscinetti ruote; Filtro aria; Filtro Benzina; Fusibili; Cavo Frizione; Cavi acceleratore; Nastro americano; Filo di ferro; Dadi e bulloni vari; Fascette.
Nessuno usato!
INCONVENIENTI REGISTRATI
Nessuna foratura.
Il filtro dell’aria non e’ mai stato pulito o sostituito.
Non e’ stato necessario rabboccare olio.
Si e’ incantato il galleggiante di un carburatore (sporcizia?), per cui dallo sfiato del carburatore usciva un consistente getto di benzina. Unica soluzione praticabile: una pulizia in mezzo al deserto dei carburatori!
UTILI CONSIGLI
Per entrare in Libia bisogna essere invitati da un locale (anche agenzia), servono timbro bilingue sul passaporto ed un visto, bisogna dichiarare il percorso del Viaggio dall’Italia, e’ obbligatoria una guida locale, nonché una guardia armata (Polizia Turistica) al seguito. Il passaporto deve valere 6 mesi, servono tre pagine libere e non deve contenere visti di Israele. Si entra con i mezzi solo dopo aver fatto le targhe libiche (e assicurazione) al modico costo di circa 100 Euro, ma il costo è ripagato dal prezzo della benzina a circa 130 lire al litro. Vista l’alta burocratizzazione e la difficoltà nell’ottenere informazioni, risposte e documenti, e’ praticamente indispensabile affidarsi ad un'agenzia specializzata.
Esistono agenzie in Italia molto preparate e disponibili (Es.: “Starlight Viaggi" a Maranello) oppure e’ possibile contattare qualcuno in loco. Per chi volesse optare per questa seconda via (chi e’ sul posto conosce sicuramente meglio i posti più belli ed ha pure cognizione dei tempi di percorrenza necessari per i trasferimenti...) mi sento di consigliare un Tuareg in grado di organizzare al 100% un viaggio in Libia (percorso, visti, guide, ..):
Hamed Warssagani
ashkermaidam20042000@yahoo.com
Fax: 00218213614790
Tel: 0021871633314
0021871633309
P.O. Box: 18923 Sebha - Libya
Se volete contattarmi:
info@manibreme.it
"Non importa dove andare... l'importante e' partire!"
Davide


























